I 4 irrinunciabili del Sant’Antonio a Trasacco

di Niva
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I cicerocchi e la panetta di Sant'Antonio a Trasacco

Sant’Antonio è il protettore degli animali e nelle raffigurazioni è sempre circondato dagli animali da cortile, primo fra tutti il maiale. Nella maggior parte dei paesi oggi ci si limita a far benedire gli animali domestici al termine della messa il 17 gennaio, giorno dedicato al Santo, o al massimo si assiste alla narrazione della vita di Sant’Antonio che non si lascia indurre in tentazione dal diavolo e con l’aiuto degli angeli e di San Michele lo sconfigge. Sono delle vere e proprie rappresentazioni in forma teatrale accompagnate da musica e da canti rigorosamente in dialetto e da secoli gruppi di questuanti girano casa per casa esibendosi in cambio di un po’ di cibo in passato e di qualche soldo più di recente.

Da piccola ne ero terrorizzata! Puntuale come un orologio svizzero, il 17 gennaio, dopo cena, suonava alla porta di casa Sant’Antonio accompagnato da qualche angelo, un paio di frati, San Michele Arcangelo e il diavolo con le sue catene. Allora non capivo bene cosa accadesse in quelle rappresentazioni perché appena il diavolo cominciava a sbattere le catene a terra, scappavo a nascondermi e mi facevo viva solo quando il gruppetto mascherato era andato via.

Sant'Antonio a Trasacco, L'Aquila, Abruzzo

I mascaritte rappresentano il Sant’Antonio

Adesso invece apprezzo particolarmente questa festa, soprattutto per gli altri due elementi che la caratterizzano: i grandi falò e il cibo. La festa di Sant’Antonio è ancora molto sentita nei borghi dell’entroterra e nella Marsica in particolare, come ho avuto modo di scoprire da quando mi aggiro da queste parti. In diversi borghi di questo angolo d’Abruzzo i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio iniziano il giorno prima e quest’anno mi sono data ad una full immersion di due giorni tutta dedicata a questa festa in ben due paesi.

Le cottore del Sant'Antonio a Trasacco, L'Aquila, Abruzzo

Le cottore fumanti piene di cicerocchi che bollono

Il pomeriggio del 16 gennaio a Trasacco mi sono accodata ai “mascaritte“, il gruppetto di moderni questuanti che hanno fatto tappa in tutti i punti di ristoro sparsi per il paese cantando il Sant’Antonio. Oggi la rappresentazione qui non viene portata più di casa in casa, ma di quartiere in quartiere, dove viene attrezzato un piccolo banchetto pieno di leccornie da offrire agli attori. Anche il seguito dei questuanti può mangiare in cambio di una piccola offerta. Dopo i primi due o tre banchetti, ho lasciato i cantanti per fermarmi ad osservare qualcosa che ha attirato subito la mia attenzione: le “cottore“, dei grandi calderoni di rame fumanti dove bollivano i “cicerocchi“, una minestra di chicchi di granturco, che però potremo mangiare solo quando sarà calato il buio insieme a dei panini benedetti, le “panette“. Una volta questo genere di minestre venivano distribuite gratuitamente ad ogni viandante per dimostrare la propria devozione al Santo (che si racconta fosse solito donare il cibo frutto del suo lavoro ai poveri) o per assolvere un voto. O anche perché, secondo tradizione, quel viandante potrebbe essere Sant’Antonio stesso!

I focaracci di Sant'Antonio a Trasacco, L'Aquila, AbruzzoI focaracci di Sant'Antonio a Trasacco, L'Aquila, Abruzzo

I focaracci a Trasacco

Alle prime luci della sera sono stati finalmente accesi i “focaracci“, dei grandi falò ricordo dei fuochi propiziatori e purificatori del culto pagano tipici del periodo dell’anno che coincide con il solstizio d’inverno, ma anche simbolo di Sant’Antonio che sconfigge il diavolo e le fiamme dell’inferno. Comunque il freddo si faceva sentire e un po’ di tepore ci voleva proprio! Finalmente sono pronti anche i cicerocchi e, in cambio di una piccola offerta, prendo quelli preparati dagli alpini perché hanno il fuoco più grande che può scaldarmi meglio e perché, si sa, gli alpini sono bravi a cucinare e volevo andare sul sicuro. Intorno a questi fuochi poi, come ogni festa paesana che si rispetti, non poteva mancare un buon bicchiere di vino e un panino con la salsiccia!

I cicerocchi e la panetta di Sant'Antonio a Trasacco

I cerocchi e la panetta

Il freddo a questo punto però inizia a farsi davvero pungente. Non mi abituerò mai a queste temperature e quindi decido di andare via. Ma poco importa! Tanto il giorno successivo mi aspettava la festa di Sant’Antonio a Villavallelonga

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