A Carnevale ogni cicerchiata vale

di Niva
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La cicerchiata, dolce tipico di Carnevale in Abruzzo

La cicerchiata è un dolce tipico del Carnevale abruzzese. È una dolcissima (e appiccicosa) ciambella: piccole palline di pasta friabile, tanto miele, una cascata di zuccherini colorati e la cicerchiata è fatta! E che sia nella forma della caratteristica ciambella o monoporzione nei pirottini, con le mandorle pelate o i canditi, in Abruzzo a Carnevale ogni cicerchiata vale.

Non sono una fan dei dolci con il miele perché, passatemi la ripetizione, trovo siano troppo dolci, ma per la cicerchiata faccio un’eccezione. Sarà che gli ingredienti sono in equilibrio perfetto fra loro, ma questa delizia non è affatto stucchevole e la sua dolcezza è una vera gioia per il palato e per l’umore.

Quest’anno, ricetta della nonna alla mano, per la prima volta mi sono voluta cimentare con la cicerchiata e a detta degli assaggiatori (o cavie?) l’esperimento è ben riuscito. Gli ingredienti per l’impasto sono pochi e semplici: farina, olio extra vergine di oliva (poco), zucchero (pochissimo) e un cucchiaio di vino bianco. Spargendo farina qua e là preparo l’impasto, faccio lunghi serpentelli che poi taglio a gnocchetti e trasformo in palline. Le butto nell’olio extra vergine di oliva bollente e la magia si compie: i piccoli pezzetti di pasta si trasformano in cicerchie, un legume un tempo molto diffuso in Abruzzo. È proprio da qui che prende il nome questo dolce perché cicerchiata significa appunto mucchio di cicerchie.

Vediamo insieme come preparare la cicerchiata abruzzese, la sua storia e con cosa si sposa questo dolce.

La cicerchiata, dolce abruzzese di Carnevale

Ricetta della cicerchiata: ingredienti

Per le “cicerchie”:

  • 240 gr di farina
  • 20 gr di olio extravergine di oliva
  • 20 gr di zucchero
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio di vino bianco
  • olio d’oliva o di arachidi (per la frittura)

Per l’amalgama:

  • 100 gr di zucchero
  • 100 gr di miele
  • zuccherini colorati
  • canditi

Procedimento

  1. Unite farina, zucchero, uova e olio EVO, aggiungendo un poco di vino bianco; lavorate l’impasto fino ad ottenere un composto omogeneo e abbastanza sodo.
  2. Fate tanti bastoncini e tagliateli a gnocchetti.
  3. Arrotolate con la mano ogni gnocchetto, in modo da ottenere delle palline della grandezza di un cece.
  4. Friggete le palline in olio bollente, scolatele bene e fatele asciugare su carta assorbente.
  5. In un’altra padella, fate caramellare lo zucchero e il miele.
  6. Quando l’amalgama sarà ben dorata, versatevi le palline e mescolate velocemente in modo da amalgamare bene il tutto.
  7. Ponete il composto su un piatto da portata dandogli la forma di una ciambella; potete aiutarvi con uno stampo per ciambellone foderata con carta forno o pellicola alimentare.
  8. Guarnite la cicerchiata con frutta candita e zuccherini colorati e fatela raffreddare.
Una fetta di cicerchiata bruzzese pronta per l'assaggio

La ricetta della cicerchiata: la storia

La cicerchiata è un Prodotto Agroalimentare Tipico dell’Abruzzo, delle Marche e del Molise ed è molto diffuso anche in Umbria, ma solo in Abruzzo e nelle Marche è associato al Carnevale e, come per tanti piatti della tradizione, le origini di questo dolce non sono chiare. Alcuni pensano che discenda da un dolce tipico della Marche; altri che provenga dalla zona a cavallo fra Umbria e Marche e da lì si sia poi diffuso in Abruzzo e in Molise; altri ancora sostengono sia nato in Abruzzo perché storicamente qui viene prodotto un miele di ottima qualità. Secondo l’Atlante dei Prodotti Tradizionali d’Abruzzo la cicerchiata viene appunto dall’area dell’Alto Sangro dove da sempre si trova dell’ottimo miele.

Ovviamente ogni zona e ogni famiglia ha la propria variante che riguarda forma, ingredienti e procedimento. Ma il vero segreto è la grandezza delle finte cicerchie che devono essere piccole perché così la superficie di pasta che entra in contatto con il miele è maggiore e il gusto sarà perfetto.

Con cosa abbinare questo dolce

La cicerchiata è un dolce che si sposa bene con un liquore secco come la genziana o uno all’arancia come Arzente di Kursaal Distillerie, per concludere in bellezza il tipico pranzo abruzzese di Carnevale che prevede come primo piatto i ravioli ripieni di ricotta e le tagliatelle al sugo.

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