Casali d’Aschi: fra laghi, casette e piliero

di Niva
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Tre file ordinate di case basse, una piazza sulla quale si affaccia la chiesa del paese, due bar e un laghetto. Quando arrivai a Casali d’Aschi per la prima volta (ormai più di 15 anni fa), non potei fare a meno di chiedermi il perché di queste casette tutte uguali; soprattutto mi chiedevo “ma perché qui le case del centro storico hanno tutte soltanto un piano?”. Ed effettivamente un motivo c’è. Casali d’Aschi così come la vediamo oggi ha poco più di cento anni e per saperne di più dobbiamo fare un piccolissimo salto indietro nel tempo.

Scorci di Casali d'Aschi, Gioia dei Marsi, L'Aquila, Abruzzo

Scorci di Casali d’Aschi

Nel 1915 la Marsica fu colpita da un violentissimo terremoto, uno dei più violenti che abbia mai colpito l’Italia, che rase al suolo interi paesi e causò oltre 30.000 morti. Prima di quella data, gli abitanti di Aschi (o Aschi alto), un paese a 1139 m sul livello del mare, d’inverno scendevano a valle praticando la cosiddetta transumanza verticale. Quel mattino del 13 gennaio 1915 anche Aschi fu distrutta e agli abitanti venne chiesto dove preferivano che fossero ricostruite le loro case. Una parte degli abitanti decise di rimanere nei pressi del borgo originario, mentre un’altra parte scelse di trasferirsi a valle, dove per secoli avevano trascorso l’inverno, dando vita a Casali d’Aschi. E quelle casette altro non sono che i “map” del 1915.

Un vasetto di piliero, erba aromatica

Un vasetto di piliero

Poco lontano da queste case c’è un piccolo lago che gli aschietani chiamano “il laghetto”, uno dei pochi posti dove è ancora possibile trovare il piliero, o puleggio: questa erba aromatica cresce spontaneamente in luoghi umidi e ombreggiati e qui sembra proprio aver trovato il suo ambiente ideale. Questa varietà della menta era nota già agli antichi romani che la chiamarono mentha pulegium, cioè menta della pulce, perché per secoli fu utilizzata per scacciare le pulci; nel medioevo era molto usata con scopi medicinali e oggi viene utilizzato per lo più in campo erboristico sotto forma di infuso per combattere raffreddore, itterizia, gonfiore addominale, asma e pertosse.

Un rametto di piliero essiccato

Un rametto di piliero essiccato

Il piliero ha un profumo inebriante e un sapore particolare, simile a quello dell’origano ma con un leggero retrogusto, appunto, di menta. In cucina, soprattutto essiccato, viene utilizzato per speziare numerosi piatti, come l’agnello, la trippa e la trota cotta al forno. L’esaltazione massima del sapore del piliero si ha però con la panzanella, che acquista un sapore fresco e particolare. E gli aschietani lo sanno bene, tanto da farne il piatto principe della loro “Sagra del Piliero”. Ma non temete, qui non vi manderanno mai a casa soltanto con una fetta di pane e pomodoro, anche se resa unica da una manciata di erbe aromatiche: oltre alla panzanella, in occasione della sagra le donne del paese preparano i rigatoni alla norcina, le salsicce con i fagioli, la zuppa di ceci e funghi e i dolci tipici.

Il piliero

Il piliero

Se non abitate a Casali d’Aschi e volete assaggiare il piliero, andate alla sagra che si tiene ogni anno il 12 agosto e fatene una scorta. E mi raccomando: non confondetelo con la mentuccia!

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Lorenzo 27/05/2020 - 21:33

Luogo pieno di letizia che mi rallegra il cuore ,la sua gente ,i suoi canti gli usi e costumi sono di quanto incontaminato rimane a godimento per chi desidera un angolo di serenità e benessere materiale e spirituale .

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