Casoli: il castello, il fantasma e la totera

di Niva
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Le totere di Casoli, Chieti, Abruzzo

Adoro andare in giro per l’Abruzzo a visitare borghi e cittadine alla ricerca di qualche specialità semi-sconosciuta da poter assaggiare. E così, in una calda e assolata domenica di fine giugno, sono finita a Casoli. Fin’ora questa regione non mi aveva mai delusa perché quando vado in posto nuovo c’è sempre qualcosa che mi stupisce che non mi hai mai fatta pentire di essere andata proprio lì. E ogni volta che assaggio qualcosa di nuovo in Abruzzo non sono mai rimasta delusa. Casoli, con il suo prodotto topico, ne è stata un’ulteriore conferma!

La Maiella vista da Casoli, Chieti, in Abruzzo

La Maiella vista da Casoli

Casoli se ne sta lì, arroccata su questo colle, con la Majella che la guarda e il mare che si scorge in lontananza, ma solo se guardi bene. Si sviluppa per anelli concentrici, come le sue ripide stradine e le sue scalinate altrettanto impegnative che ti portano sempre più in alto. Come Via Calvario. Sicuramente uno degli scorci più belli e suggestivi di Casoli, ma se si chiama così un motivo ci sarà! E infatti provate a salire i suoi 101 scalini dopo pranzo sotto il sole cocente… Ma ne vale la pena!

I gradini di Via Calvario, un palazzo con i balconi fioriti e la Chiesa di S. Maria Maggiore a Casoli, Chieti, in Abruzzo

I gradini di Via Calvario, un palazzo con i balconi fioriti e la Chiesa di S. Maria Maggiore

Ogni angolo della sua parte più antica ha infatti in serbo una sorpresa: palazzi antichi che non basta una mano per contarli, balconi fioriti, bellissime chiese e… fantasmi. Si, perché anche Casoli ha i suoi fantasmi. Quasi sulla sommità del colle che ospita il borgo, c’è la Chiesa di Santa Maria Maggiore, costruita nel XIV secolo a navata unica e ampliata nel XVIII secolo con l’aggiunta di altre due navate. Leggenda vuole che talvolta di notte, dal fondo di un vicolo buio di fronte a questa chiesa, si senta provenire il pianto di un bambino. E qualcuno giura di averlo persino visto questo bambino! Magari in compagnia di qualche buon bicchiere di Montepulciano  d’Abruzzo

Il Castello Masciantonio con la torre e la corte interna

Il Castello Masciantonio con la torre e la corte interna

Ma è soltanto svoltato l’angolo che mi aspettava la vera sorpresa: il Castello Ducale, o Castello Masciantonio. E non è mica un castello qualunque questo! Qui passò molto tempo Gabriele D’Annunzio e la sua presenza è ancora ben visibile sulle pareti di quella che era la sua camera da letto, dove prendeva appunti per non lasciarsi scappare l’ispirazione. Grazie a Don Pasquale Masci, uno dei proprietari del castello che si sono succeduti nel corso dei secoli, a fine ‘800 il paese fu centro di una stagione di vita culturale e politica. I suoi amici influenti e famosi erano tanti e spesso venivano a nella sua dimora: Edoardo Scarfoglio, Matilde Serao, i musicisti Francesco Paolo Tosti e Ettore Montanaro, Guglielmo Marconi, Cesare De Titta, il pittore Michetti e D’Annunzio. Quando voleva fuggire dalla sua vita mondana e tormentata (e dalle sue amanti), il Vate si rifugiava qui dal suo amico Pascal (come lo chiamava lui affettuosamente) che lo confortava moralmente ed economicamente.

La camera di D'Annunzio nel Castello Masciantonio (Casoli, Chieti, Abruzzo) e le sue scritte sui muri

La camera di D’Annunzio nel Castello Masciantonio e le sue scritte sui muri

Dopo tanto girovagare non potevo non rifocillarmi. E così, all’ombra di una grande magnolia, fra pizzelle e pizza scima, la scoperta: le totere, dolce tipico di Casoli dalle origini antichissime e tutt’oggi presente sulle tavole dei casolani in occasione delle feste! Ora, le pizzelle (con nomi diversi) si trovano praticamente in tutto l’Abruzzo, la pizza scima la conoscevo già, ma questa totera non l’avevo mai sentita prima. Uova, zucchero, olio e farina di grano tenero sono gli ingredienti per la sfoglia, che va stesa e tagliata in strisce con la rondella, avvolta su un cono di metallo e fritta in olio d’oliva. E poi tanta, tanta, ma davvero tanta crema pasticcera o al cioccolato come ripieno, racchiusa in questa pasta friabile. Dei piccoli coni dolcissimi che, al primo morso, si srotolano senza rompersi e la crema scende… Una delizia!

Le totere di Casoli, Chieti, Abruzzo

Le totere casolane

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